


L’edificazione della cappella era già stata decisa sul finire del Seicento. Al 9 maggio 1709 risale l’atto di fondazione, conservato presso gli archivi della Curia Vescovile.
Sulla facciata della cappella di Cerian sono rappresentati tre dipinti, sulla sinistra è raffigurato San Grato, al entro i cornice architettonica, la scena dell’apparizione mariana di Lourdes a Brenadette Soubirous nella grotta di Massabielle sormontata dalla scritta Je suis l’Immaculée Conception sulla destra è raffigurata Santa Lucia.
L’altare si eleva su una pedana lignea, ed è di legno dorato risalente al XVIII secolo. La tonalità dominante è comunque quella azzurra. La coppia di colonne tortili laterali è decorata con tralci di vite dorati e grappoli d’uva argentati. I loro pinti rettangolari presentano volti di putti alati sulla faccia frontale; i capitelli sono in stile corinzio. Tra le coppie di colonne, in alto, altre due teste di putto di dimensioni maggiori. Il restante dei pannelli presenta melegranate oro, nastri e grappoli d’uva.
Nella nicchia centrale è costituita la statua dell’Immacolata Concezione, sul registro superiore, al centro, vi è la stata di Santa Lucia, le fanno da ala le statue di San Grato e San Giocondo, di più modeste dimensioni.
Sul ripiano di una madia laterale sta un notevole crocefisso di fattura popolare, risalente al XVII-XIX secolo. Raffigura un Cristo tozzo e pesante. Le spine della corona sono state realizzate direttamente durante la fase di intaglio. Capelli e barba sono dipinti in marrone, mentre il perizonium è dorato. L’intersezione della croce è raggiata con fasci dorati. Il piedistallo si sviluppa su tre registri ed è sormontato da una copia di volute che culminano in un mezzobusto con la parte centrale occupata da un Sacro Cuore.
La volta del coro è a botte con lunette laterali dipinte con motivi fitomorfi; al centro è dipinto un calice eucaristico. Da notare, sulla parete absidale di destra, la presenza di una nicchia voltata, che fungeva da ricettacolo per il calice eucaristico, com’era d’uso piuttosto frequente prima dell’istituzione ecclesiastica del tabernacolo.
La cappella di Navillod intitolata a San Giovanni Battista, venne edificata negli anni immediatamente successivi alla rovinosa peste del 1630, comunque prima del 1637.
Nel 1844 la cappella subiva interventi di ampliamento con l’aggiunta, in particolare della cantoria a destra del coro. Lo stesso minuto vano fungeva anche da sacrestia: parametri e suppellettili sacre venivano conservate i un armadio tutt’oggi presente.
Furti avvenuti nel 1978, hanno ridotto l’interno a un involucro vuoto, privandolo della totalità dei suoi corredi sacri. Si è salvato solo il crocefisso policromo del trave di catena.
L’altare è tutto spoglio, con le nicchie su due registri svuotati delle statue che risalivano ai secoli XVII e XVIII. Realizzato in legno intagliato e dorato, presenta sei nicchie principali e due piccole nicchie laterali. Il centro della composizione, in alto, presenta il Battesimo di Gesù, scena principale perché legata alle note vicende di San Giovanni Battista. Ai lati oltre a due profeti no identificati, stavano le statue di Sant’Anna e Santa Barbara, San Bernardo e San Rocco. In basso la nicchia centrale era occupata da una statua della Vergine di Misericordia (secolo XIX) con ai lati San Giovanni e San Gottardo; ai lati estremi infine San Grato e San Giocondo. La mensa era arricchita da 4 candelieri dorati e da un crocefisso raggiante con piedistallo a volute. Sulla parete sinistra dela navata resta un ovale raffigurante il Santo titolare.
Il campanile ha una cuspide sormontata da croce in ferro battuto e voltata a crociera, è dotato di due campane. Quella a valle ha la scritta:
REGINA VALLIS AUGUSTANAE
S.GRAT PRIEZ POUR NOUS
PATRINUS GRANGE ALBERTUS E QUOND. JOANNES
MARTINA NAVILLOD ALBINA E QUOND. JOSEPHO
PARR. J.BORDET 1939.
Vi è un’immagine di San Grato, nella consueta iconografia che lo vede accanto a un pozzo dentro il quale si scaricano fulmini e grandine.
La seconda campana presenta invece un’immagine del Santo titolare e, al di sotto di una fascia decorativa, la scritta:
S. JOANNES BAPTISTA
ORA PRONOBIS.
Si osservano poi un’immagine mariana senza dedica e una del Cristo risorto al di sopra della scritta CHRSTUS REX MISERERE NOBIS. La bocca della campana presenta la scritta JOAN. BORDET PARROCHIUS. 1927. PATR. GRATIANUS GASPARD – MATR. OLIVA NAVILLOD NAT. JANNEL. Venne installata per la festa patronale del 1928.

La cappella privata di Ruvère, posta sotto il titolo di Nostra Signora delle Nevi, fu edificata negli anni 1948-1950. Fu François Navillod a decidere la costruzione di una cappella di famiglia, da realizzarsi con il supporto di manodopera locale.
Notre-Dame des Neiges, a pianta rettangolare, presenta le pareti esterne in pietra a vista. Il tetto è ricoperto in lose. Alla sommità della facciata si eleva un campaniletto a vela, sormontato da croce (trilobata o mauriziana) in ferro battuto. La campana fu donata dai Fratelli delle Scuole Cristiane ed è di tipo mobile presenta a rilievo un’effigie mariana benedicente opposta a un cartiglio con decorazioni floreali.
La fascia intermedia reca l’invocazione REGINA VALLIS AUGUSTANAE ORA PRONOBIS. A chiudere in basso, A.(nno) S.(anto) 1950 * DONO U. E. A. LA MARMORA BIELLA – VERCELLI.
L’altare attuale è impreziosito da un pannello in cirmolo intagliato dall’artigiano Giuseppe Barmasse, liberamente ispiratosi a L’Angelus, il noto dipinto a lio 185) di Jean-François Millet (1814-1875). Ma invece che dalla piatta campagna francese, lo sfondo è sbarrato dalla tozza agoma del Monte Cervino. La parete di fondo, perlinata per i due terzi dell’altezza, presenta sulla destra un’alta croce lignea. Accanto è leggibile la citazione “ABBIATE FIDUCIA / IO HO VINTO / IL MONDO” (Gv, 16, 33) composta i caratteri di legno. Una nicchia sulla destra contiene una statua della Madonna di Lourdes, qui collocata dalla signora Roselina Jannel (1912-1993) nel 1953, al ritorno dal pellegrinaggio al santuario mariano .

Fondendo la religiosità con un forte spirito di iniziativa e di concordia, gli abitanti della frazione decisero di erigere la cappella della Visitazione di Maria Vergine nel 1837.
La facciata è preceduta da un perron in pietra installato nel 1923. L’ingresso inframezza due aperture rettangolari che danno luce alla navata. La parte centrale della facciata presenta tre dipinti ad affresco. Nel timpano vi è la figura del Padre Eterno con triangolo trinitario dietro il capo; tiene nelle mani uno scettro, un globo e la colomba dello Spirito Santo. Sullo stesso asse centrale sta un’apertura reniforme con inferriata. Tra questa e il sottostante affresco, benché trompe-l’oeil, rappresenta Maria con il Bambino Gesù ritto sulle ginocchia; entrambi coronati e circondati da fasci di nimbi. I due affreschi laterali sono inseriti in cornici con lunetta superiore. A sinistra San Rocco, con paesaggio fantastico; a destra San Giorgio nell’atto di trafiggere la gola del drago.
La volta della navata è a spicchi, con lunette monocrome alla base.
Al centro della trave di catena, in sostituzione di un più vecchio crocefisso, vi è una crocefissione di grandi proporzioni con un cartiglio posto ai piedi del Cristo che riporta AU DIEU DE LA PAIX FIN DE LA GUERRE 1914-1919.
Una lapide marmorea, sulla destra, fa invece riferimento alla Seconda Guerra Mondiale: EX VOTO GUERRA 1940-45
L’altare (oggi preceduto da una mensa Coram populi) ha colonne binate in stile corinzio, dipinte, come l’intera struttura lignea, in finto marmo. La statua della Vergine in abito dorato, proviene da un altare laterale della Cattedrale di Aosta.
Il campanile enne costruito nel 1891, da manodopera à corvée .L’anno successivo il canonico Gorret ci fece installare l’orologio. Nel 1898 il pittore Carrel venne incaricato di realizzare un affresco raffigurante Notre-Dame de la Garde sulla facciata meridionale del campanile. Questo dipinto è oggi scomparso, sostituito da quello del Mazzini; anch’esso molto sbiadito, mostra sullo sfondo una processione di fedeli diretta verso il santuario omonimo e l’invocazione Notre-Dame-de-la-Garde-P.P.N.

L’ondata devozionale suscitata dal miracolo avvenuto ella basilica di Oropa il 25 agosto 1720, durante la Seconda Incoronazione del simulacro della Vergine, è all’origine della fondazione della cappella di Buisson.
La cappella presenta una navata con volta a crociera. Le pareti sono prive di decorazioni o fregi pittorici e presentano una cornice al di sotto delle volte. Sulla parete di sinistra sta affisso un pannello ligneo a intaglio che riproduce, da sinistra, un angelo che sostiene un calice eucaristico, il mone Cervino e la sagoma di una chiesa.
Il trave di catena reca una piccola crocefissione policroma. Il coro ha pianta esagonale. Sulle pareti stanno due dipinti dell’Ottocento raffiguranti Santa Filomena e la Madonna di Oropa i cornice azzurra con parte interna a foglie dorate.
L’altare si eleva su una doppia pedana e ha l’alzato trapezoidale i muratura con al centro un cerchio che contiene il monogramma mariano. Notevole opera di artigianato locale è il tabernacolo centrale, parzialmente dorato e arricchito da intagli di grappoli d’uva e di un calice eucaristico.
Sulla parete di fondo al di sopra dell’altare, è dipinta una croce raggiante che sovrasta una coppia di volute e che comprende un’ostia che racchiude il trigramma del Cristo, I(esus) H(ominum) S(alvador)
Il portone attuale è stato realizzato dallo scultore Luigi Meynet nel 1992. Il pannello superiore reca la scena della “Presentazione di Gesù al Tempo”; al centro, calice eucaristico tra due grapoli d’uva; in basso il Santo patrono Andrea con la croce decussata sulle spalle.
La Santa protettrice della cappella è Santa Barbara.
La campana mobile della cappella presenta un’effige dell’Immacolata Concezione ritta sulla mezzaluna e su un dragone demoniaco. In corona ha una festa ornamentale con cerchi che racchiudono stellette a sei punte, divise da palmette. Sulla parte opposta, immagine di un santo non identificato.
Il lato esterno del campaniletto presenta, caso unico fra le cappelle di Antey-Saint-André, frammenti di una meridiana con cornice rossa.
L’altare presenta al centro una tela con una Madonna con Bambino tra i Santi titolari. Lo spazio dipinto in nero integrale dove dovrebbe comparire l’abito della Madonna, ci indica che davanti allo stesso doveva essere collocata, all’origine la statua centrale di uno dei due Santi, la cui altezza lasciava scoperti, sulla tela, i volti della coppia centrale. La cornice reca dei cuori a bassorilievo, incolonnati sulla scanalatura centrale; è stata realizzata appositamente per l’installazione della statua attuale.
Di fronte al quadro sta infatti l’alta statua policroma di Santa Barbara, acquistata nel 1921; tiene nelle mani una croce e la palma del martirio.
La primitiva costruzione pare fosse di dimensioni piuttosto ridotte. Per ovviare a nuove necessità, oltre che al pericolo di crolli dovuti allo stato fatiscente della cappella, il corpo di fabbrica venne ingrandito dagli abitanti del villaggio nel 1851.
In facciata stanno tre affreschi inseriti i cornici rettangolari. Sulla sinistra è raffigurato San Pietro; al centro la Santa Croce innalzata sulla sommità del Golgotha, con i chiodi, il titulus e Gerusalemme sullo sfondo; a destra Sant’Andrea, seduto su un muro, regge un pesce preso all’amo con la mano sinistra e lo indica con la destra, mentre ai suoi piedi sta la croce decussata sulla quale avrebbe, secondo la tradizione, subito il martirio.
L’interno risulta piuttosto buio, data la scarsa illuminazione naturale fornita dalla finestra che dà sul coro e dalla coppia di aperture inframmezzate dall’ingresso.
L’altare, elevato su pedana, sta addossato alla parete di fondo, poiché l’edificio è sprovvisto di abside. L’alzato della mensa, privo di fregi decorativi, è stato arricchito da una cornice dorata.
Al centro sta una statua di Sant’Angela De Medici, divenuta seconda patrona della cappella.
Rilevante il dipinto che raffigura in alto l’Addolorata racchiusa in una ghirlanda di foglie d’alloro in ci compiono pure le Arma Christi. In basso stano San Leonardo, nell’atto di liberare dei prigionieri da un carcere, e l’immagine del titolare.
Sulla parete di fondo, al vertice di un collarino bianco, è dipinto un calice eucaristico.
Il 22 maggio 1726 fu costruita la cappella di Lod e intitolata a San Petro in Vincoli.
La facciata presenta due dipinti a olio dello Zanone, il pittore al quale erano state affidate tute le decorazioni pittoriche dell’edifico. Sulla sinistra è rappresentato San Pietro, mentre sulla destra è raffigurato il Buon Pastore.
All’interno, il coro rialzato è preceduto dall’arco trionfale, il cui trave di catena presenta una crocifissione policroma e facce decorate a cerchi alterni che comprendono motivi floreali e croci patenti bianche in campo rosso.
Al di sopra della mensa l’altare si eleva su tre registri scaliformi, decorati da motivi geometrici dorati o argentati. L’anta del tabernacolo ha un intaglio che riproduce un calice eucaristico dorato contenente un’ostia. Il quadro centrale raffigura Notre-Dame du Bon Conseil, con il consueto campo azzurro alle spalle.
Un notevole dipinto rappresenta la Crocefissione, tra San Giovanni e Maria. Posto al di sopra dell’ingresso della sacrestia, ha una ricchissima cornice con volti di cherubini ai quattro angoli e la colomba mistica ad ali spiegate al centro in alto, tutti elementi policromi tutto tondo.
La Cappella Dell'Addolorata di Petit-Antey è considerata per tradizione la Chiesa originale della Parrocchia. Non si hanno atti relativi alla fondazione. L'edifico attuale risale probabilmente all'inizio del Settecento. Si ha notizia di un legato per messa da svolgersi ogni 2 di agosto fondato da Jean André Dejanaz con un suo testamento del 27 settembre 1690, firmato dal notaio Barat. Tuttavia nei verbali di una visita pastorale dell'anno 1700,la cappella non viene citata. Il canonico Bordet, nei sui quadri relativi alle cappelle della parrocchia, nonfornisce alcun dato storico sulla cappella dell'Addolorata, cosa che invece fa per gli altri edifici religiosi.
L'interno presenta l'abside arretrata. L'altare a due piani presentava 4 colonne tortili, statue nelle nicchie e cherubini.: questi elementi furono trafugati nel settembre 1982. Le statue dell'altare raffiguravano il padre eterno, s.Andrea, s.Grato e s.Rocco. La tela di fondo presenta la Madonna, s.Sebastiano, s.Rocco ed un personaggio inginocchiato, forse il committente dell'opera. La deposizione, trafugata nel 1984, è stata sostituita da una scultura di Meynet. Il bassorilievo posto davanti all'altare risale al 1930 ed è opera di Giuseppe Vittaz. L'affresco sulla facciata è firmato dal noto pittore di Gressoney F.Curta ed è datato 1863.